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Alfonso Artone intervistato da Democratici Digitali

Alfonso Artone, in occasione della sua candidatura alle primarie parlamentari del Centro Sinistra, nella provincia di Latina, è stato intervistato dal nuovo e seguitissimo blog democratico, democratici-digitali

Democratici digitali: Ciao Alfonso. Ti presenti?

Alfonso Artone: Sono Alfonso Artone, ho 38 anni, sono laureato in Economia, sposato e ho due bambini. Lavoro a Roma al Fondo Perseo e collaboro  con l’ANCI (l’Associazione Nazionale Comuni Italiani  ). Sono originario di Scauri  nel Golfo di Gaeta, dove abito. I miei hobby sono la lettura e la scrittura (mi piace definirmi “scrittore e blogger”); come scrittore ho già avuto diverse soddisfazioni sia in termini di vendite che di premi.
Sono da sempre impegnato nel sociale e credo che chi si impegni in politica debba farlo con spirito propositivo e soprattutto concreto e progettuale oltre che condiviso.
Ho fondato il gruppo “Sud Pontino, Adesso!”   e scrivo su diversi blog tra cui golfogaeta.it , minturnet.italfonsoartone.it
Il mio curriculum completo, potete visionarlo qui .
A questo link invece trovate qualche mia intervista video. La rassegna stampa che mi riguarda la potete invece la potete visionare qui.

Democratici digitali: Nelle recenti primarie per la leadership del centrosinistra ti sei schierato con Matteo Renzi. Perché?

Alfonso Artone: Ho avuto la fortuna di conoscere Matteo in ANCI, e ho sempre ammirato il suo genuino intento di cambiare veramente la politica, per riportarla a quello che dovrebbe essere: uno strumento vitale al servizio dei cittadini. Condivido con lui tantissime lotte, tra cui quella per la trasparenza, per l’innovazione e la semplificazione della “cosa pubblica”, e l’idea di welfare come investimento sulle persone. Tra l’altro alle recenti consultazioni elettorali nel mio comune,  ho avviato una serie di incontri, in collaborazione con ANCI Giovane, dal titolo “Giovani Amministratori per politiche di lungo periodo”, di cui trovate un articolo qui. Quando Matteo ha deciso di correre per le primarie, non potevo che essere con lui.

Democratici digitali: Il 2 dicembre Matteo è stato sconfitto. Ha commesso errori? Cosa si poteva fare meglio? Cosa dovrebbe fare adesso secondo te?

Alfonso Artone: Ho apprezzato molto come Matteo abbia saputo accettare il risultato delle urne: c’erano delle regole, sono state rispettate, e va rispettato il risultato delle urne. Qualcosa da correggere? Col senno del poi è più facile fare ipotesi, ma ci provo comunque. Probabilmente avremmo dovuto insistere meno sul concetto di rottamazione, e di più su quello del rinnovamento: e questo è un errore più nostro, dei supporter, che di Matteo stesso. Il messaggio che avevamo mandato, non è stato recepito fino in fondo: hanno colto il negativo che c’era nella rottamazione, e non il positivo.  Ad ogni modo, il popolo delle primarie ha scelto Bersani. Ora è lui il segretario, e sono certo che saprà trarre quanto di più utile e proficuo c’è stato nella nostra battaglia e che ora è al 40% circa anche un po’  sua.

Democratici digitali: Hai annunciato di volerti candidare alle primarie dei parlamentari del PD. Perché questa scelta?

Alfonso Artone: Chi mi conosce sa che non mi sono mai tirato indietro, quando si tratta di “metterci la faccia”, cioè dire quello che penso o che pensiamo e prendermi le relative conseguenze. Credo di essere un libero pensatore, all’interno del centro sinistra, e ritengo che i candidati (e poi i rappresentanti) abbiano un “nome e cognome” – intesi come identità precisa e intoccabile – all’interno della coalizione, partito, o movimento che li “contiene”. E poi: perché lasciare che siano sempre i “soliti noti” a fare incetta di voti e a proporci le solite ricette, che oltre ad essere spesso a proprio uso e consumo sanno anche di stantio? Perché non difendere gli ideali per i quali abbiamo sempre combattuto in prima persona?
Ma soprattutto: perché non farlo proprio adesso?!
Fortunatamente queste inedite e tanto attese primarie parlamentari, che restituiscono agli elettori la libertà costituzionale di scegliersi i propri rappresentanti, consentiranno a tante persone valide e auspicabilmente “nuove” (anche sotto il profilo parlamentare) di sottoporsi alla propria base elettorale. Molte saranno imposte dall’alto,  ma altre potranno salire come me “dal basso”.
Mi impegno a chi decidesse di votarmi, di continuare a perseguire con forza i valori in cui credo e crediamo, rispettando fermamente chi la pensa diversamente da me. Fu Voltaire, d’altra parte, a sostenere solennemente: “Non condivido i tuoi punti di vista, ma mi batterò fino alla morte perché tu possa sempre liberamente sostenerli”.
In ogni caso sento di dover dire un grande grazie di cuore al PD per questa possibilità che ci sta offrendo, che è frutto di una battaglia davvero partita dal basso, e che i vertici sono stati finalmente in grado di capire, approvare e fare propria (magari ingoiando qualche rospo).

Democratici digitali: Hai già un “programma”? Quali sono i temi su cui ti impegnerai? Quali sono le tue ricette per il Paese? Di cosa ha veramente bisogno l’Italia?

Alfonso Artone: Cercherò di portare avanti all’interno del centro sinistra le battaglie che da sempre mi sono state più a cuore: innovazione, trasparenza, attenzione agli ultimi, diritti, legalità e famiglia, autonomia degli enti locali, politiche giovanili. Per ultimo e non ultimo l’ambiente, che credo debba essere il vero motore dell’economia nazionale e locale.
Ma soprattutto, per noi che viviamo in una regione martoriata da questo punto di vista, è necessario mettere mano alla sanità: più efficienza, meno sprechi, più servizi soprattutto per le categorie più deboli. E infine supporto alle famiglie e alla scuola, il vero cuore della società, che allevando le nostre generazioni future ci consentono (o ci dovrebbero consentire) di guardare al futuro, con ottimismo.

Democratici digitali: Innovazione digitale. Qual è la tua ricetta?

Alfonso Artone: Questo tema è, anche professionalmente, uno dei miei principali “crucci”.  Personalmente ritengo si debba realizzare l’innovazione sociale attraverso riforme infrastrutturali e tecnologiche. Risolvere i problemi sociali legati alla crescita e alla qualità della vita attraverso l’ascolto e il coinvolgimento di cittadini, imprese e associazioni. Innovare vuol dire accorciare le distanze tra il cittadino e la macchina amministrativa, rendendo i servizi più immediati, fruibili e trasparenti. A migliorare la giustizia, e i controlli. Sono davvero tante le soluzioni che si potrebbero proporre a riguardo: in primis ritengo che occorra a livello locale, e poi centrale, instaurare una sorta di anagrafe digitale (dapprincipio su base volontaria) e poi occorre sicuramente snellire le procedure, ma per poterlo fare, occorre far dimagrire anche le leggi stesse: troppo cervellotiche, piene di cavilli, e che non aiutano l’informatizzazione e quindi la trasparenza. I tempi sono cambiati, gli strumenti informatici sono poderosi. Ma con questo nostro sistema normativo, sono poco utilizzabili.

Democratici digitali: Hai lavorato in ANCI. Qual è la tua visione sugli Enti Locali?

Alfonso Artone: Lavorare in ANCI mi ha aiutato moltissimo, soprattutto per capire come l’autonomia degli Enti Locali sia fondamentale, perché la qualità della vita dei cittadini è in gran parte generata dalle attività dell’ente a loro più prossimo: il Comune. E i Comuni devono diventare “smart cities”, ovvero città più intelligenti, vivibili e sostenibili, come accennavo sopra e come ho espresso anche in questo articolo. Ma per far ciò, devono avere più autonomia economica, liberandosi del fardello delle tasse imposte dall’alto, per ovviare agli sprechi generati dalla macchina statale. È sempre grazie all’ANCI che ho conosciuto persone fantastiche come Luigi Famiglietti, un sindaco virtuoso campano, Giacomo d’Arrigo, a lungo presidente di ANCI Giovane, Roberto Reggi e tanti altri. È importantissimo fare tesoro delle esperienze altrui per poter costruire un’Italia migliore e più matura. E per far ciò si deve partire dal basso: dai cittadini, e dai comuni. Ritengo inoltre che la politica si debba fare attraverso i contatti diretti, i meccanismi associativi, le istituzioni private e pubbliche, che filtrano e mediano ogni relazione. La qualità di un governo, dipende dalla qualità degli uomini che la compongono e dalla loro capacità progettuale. La loro capacità di pensare, per il lungo periodo.

Democratici digitali: Come ti si può dare una mano per la tua candidatura?

Alfonso Artone: Chi mi conosce sa che amo le sfide, purché il risultato finale sia costruttivo e condiviso, per cui se ritenete di appoggiare la mia candidatura, vi prego sin da ora di sensibilizzare in questo senso i vostri amici che votano in provincia di Latina, e sono iscritti al PD di fare ad essi il mio nome.
Vi ringrazio fin da ora per i vostri commenti, qualunque essi siano, e per eventuali suggerimenti e proposte che rispetterò e prenderò in considerazione, discutendone con voi.

Democratici digitali: Grazie Alfonso e in bocca al lupo

Contatti

 Se volete sostenere la candidatura di Alfonso Artone, potete scaricare qui il modulo da firmre (solo tesserati PD anno 2011), stamparlo e poi contattare Alfonso Artone via mail ad alfonso @ artone . info (senza spazi). Entro il 20/12 Mattina!